La forza del perdono.

Ieri sono stata in un posto dove faccio fatica a tornarci, in cui sono successe cose che mi hanno ferita profondamente in cui, invece, sarebbe stato confortante sentirsi protetta, difesa. Ho avvertito la pesantezza di ogni singolo passo che accorciava sempre più quella distanza di sicurezza che mi sono creata da chi avrebbe potuto ferirmi ancora. Non ho voluto ascoltare, stavolta, il lupo cattivo che dava voce a quei ricordi che dicevano che me la meritavo tutta la loro indifferenza, che sono una disadattata, una persona diabolica ed indifendibile, che sono una pessima madre. Che hanno ragione loro.

“No, lupo cattivo. Io non sono quella, non ci casco più. Quelle erano parole che mi hanno ferita e che hanno lasciato cicatrici e che non so se riuscirò a dimenticare ma erano anche parole dettate dalla rabbia, dalla fatica di due anni pesanti portati sulle spalle ma che appartengono al passato. Sono state pronunciate da chi non ha mai voluto conoscermi davvero perché era più semplice fare di me un alibi, uno scudo. Non stare a ricordarmi di ogni compleanno in cui non ho mai ricevuto i loro auguri. In fondo, cosa vuoi che sia un compleanno. Non lo sanno nemmeno quando é il mio compleanno… non sanno nulla di me. Non mi conoscono. Ma sai che c’è? C’e che adesso non mi importa più. Che aveva ragione lei, la mia amica Fatina (fa la strizzacervelli): la dovevo smettere di voler a tutti i costi che mi conoscessero per quella che sono davvero per un motivo molto semplice: a loro non é mai interessato conoscermi. Ci ho rinunciato infine e non puoi immaginare la pace che ne é derivata da quando l’ho fatto. Fallo anche tu, caro lupo: non sei cattivo come ti descrivono. Non rincorrere chi pensa che tu sia cattivo solo perché hai dovuto difenderti da loro e per fargli cambiare idea. Vivi la tua vita serenamente, nonostante loro. Non devi dimostrare nulla a nessuno. Sii semplicemente te stesso. Basta guerre. Basta rincorrere. Goditi questa pace del cuore. Goditi questa consapevolezza che libera e guarisce. E adesso lascia che io porti a loro il mio perdono “.

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12 pensieri su “La forza del perdono.”

  1. E´bello quando riesci a trovare quella pace… che sia il perdono, che sia la consapevolezza…e´gratificante. Io non capisco come si possa non adorarti, perö credo anche che nella vita esiste tanta cattiveria… lo vedo nella mia di vita, una vita che provo a rinventarmi, sempre con il sorriso , cercando di prendere il meglio che la vita mi puo offrire, ma ci sono sempre le “ombre” … chi crede che uso una maschera, che fingo ecc forse, chissä i miei occhi rivelano cose che ancora io non comprendo di me stessa??? ma te, tu…. hai quel viso, quegli occhi che urlano amore, dolcezza, bontä… qui credo che ci sia una bella dose di cattiveria e invidia…cattiva mamma tu??? mi si spezza il cuore solo a leggere queste parole, chiunque abbia avuto questo coraggio non ha capito o non ha voluto capire nulla di te, della tua magia …e allora MEGLIO non sanno cosa si perdono, c´e´piu´MagicAle per chi ti vuole bene davvero

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    1. Cara Anita, posto che uno potrebbe fingere di essere pure felice, ma a che pro? No, non abbiamo tempo per queste cose noi. Mia madre mi ha sempre incoraggiata ad andare oltre quella indifferenza e alcune volte anche a dimenticare ciò che ho visto e sentito per un bene piu grande. Ma sai cosa? Non credo nemmeno si tratti di cattiveria o invidia: credo siano annoiati o, peggio ancora, frustrati dalla loro vita.

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  2. La “forza del perdono” e’ un lungo percorso che mette in discussione se stessi e gli altri.
    Tu lo hai fatto in pieno,con tutta la tua “forza”.
    Dietro le tue parole c’è una bellezza incredibile,una profondità che riscalda il cuore!
    Grazie Ale.
    La tua amicizia, anche se “virtuale”…e’ preziosa!
    Le tue parole vanno sempre “oltre”.
    Sono frutto di una sensibilità unica.
    Ti ho sempre conosciuta così!
    Davvero grazie, con tutto il cuore.
    A.

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    1. Caro A., si, sono sempre stata cosi e aggiungerei anche un “purtroppo” perché non sempre sono stata brava a gestire questa sensibilità che mi porto dietro come uno zaino sulle spalle. Spesso mi si é ritorta contro, perché non avevo ancora capito bene come incanalarla nel verso giusto. Però la cosa piu bella é che mi permetta di cogliere tanto di ciò che mi circonda. Ne parlerò in un post perché é gia in bozza 😉.
      Grazie a te A. per la tua amicizia virtuale, per la tua presenza discreta ma confortante.

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