Premonizioni.

Ieri stavo leggendo un post su fb che mi ha fatto tanto ridere. Non solo per il post in sé, anche e soprattutto per i commenti. Il post è di Matteo Bussola:

Ho una figlia di quattro anni che alla scuola materna ha imparato tutti i canti natalizi possibili, da gingonbèn a tuscendidallestelle.
Me li ripropone a cappella ogni sera, cantandoli al microfono finto mentre aspettiamo che la cena sia pronta.
La sua canzone preferita è “Guarda Betlemme laggiù”.
Lei però, nonostante diversi tentativi di correzione, continua a cantare con indomita caparbietà “Guarda le terme laggiù”, e io la stimo molto per questo.

La tenerezza dei bambini quando inventano le parole delle canzoni è disarmante. A Natale, per esempio, GiòGiò ci ha deliziato con la sua “gingobello gingobello” e con una canzone, meno natalizia, che fa “il giro della trottola, il salto del camburo” (trattasi di canguro). Guai a correggerlo perché ricomincia daccapo.

Ricordo ancora, non con altrettanta tenerezza, un pomeriggio in cui stavo facendo addormentare Ciala con la sua ninna nanna preferita prima di andare al lavoro. Avrà avuto tre anni circa.

“Stella stellina la notte si avvicina…”.

“No, mamma. La debi cantale come me la canta papà!”.

“Ah. E come te la canta papà?”.

“Cocì: stella stellina tua madre è una cretina…” e scoppia a ridere.

Poi mi chiedono come mai nel mio blog ho scelto di chiamarlo MaritoSingle.

È una premonizione.

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13 pensieri su “Premonizioni.”

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