Proteggere.

Stamattina abbiamo accompagnato Maritosingle in stazione. Scendo dall’auto e mio marito mi cede il posto alla guida e mi saluta con un bacio. GiòGiò che è seduto dietro ha visto la scena. Mi tira la testa indietro e me la gira verso lui. Mi pulisce la bocca per togliere il bacio del papà e poi mi prende la testa tra le sue manine e mi appiccica un bacio di quelli che. Poi guarda accigliato MaritoSingle:

“Papà, non fai più più mai! La mamma è mia! Occhei?”.

Poi, mi guarda con tutta la dolcezza di cui è capace e, curvando la testa leggermente a sinistra, mi mette una mano sulla spalla.

“Mamma, non ti paciono i baci di papà, vero?”.

“Si, mi piacciono ma mi piacciono tanto anche i tuoi”.

“No, mamma. No ti paciono i baci di papà. Ti paciono solo quello mii” e stavolta non è una domanda.

“Si, devo ammetterlo. I baci tuoi sono più belli”.

“Hai viccio mamma che io faccio acche i rumore” e me ne da un’altro con lo schiocco.

MaritoSingle, fuori dall’auto, ci sta guardando e non può fare a meno di sorridere. GiòGiò se ne accorge e gli intima di non ridere.

“Papà, vai a lavoro. Sto io a viscino co mamma. La proteggio io”.

“D’accordo, Giò! Proteggila tu che io devo andare al lavoro “.

“Occhei papà!”, dice con il tono di chi riconosce la responsabilità che gli é stata affidata.

Io e MaritoSingle ci scambiamo uno sguardo divertito ma siamo troppo presi dalle parti che GiòGiò ci ha affidato e torniamo serissimi.

Appena MaritoSingle si allontana, GiòGiò mi fa:

“Mamma, possstati che devo guidare io”.

È proprio entrato nella parte.

“Amore, no. Non puoi guidare adesso. Potrai farlo quando sarai grande. Grande come me”.

“No gande come te. Gande come papà pecchè tu sei piccola e io ti devo proteggere”.

Si gira verso il finestrino. Sembra offeso ma è troppo preso a fare il grande. Ci avviamo verso l’asilo. Di tanto in tanto cerco di guardarlo per cercare di capire cosa stia pensando ma è stranamente molto silenzioso.

Arriviamo all’asilo e parcheggio. Mi volto e mi accorgo che dorme. Ha la testa piegata sul collo e i riccioli biondi davanti agli occhi. Lo guardo e sorrido.

“Proteggere è faticoso” penso.

E vorrei dirgli che è stato bellissimo sentirsi protetta per tutto il tratto di strada ma che adesso può riposare, che adesso devo essere io a farlo con lui. Saprà farlo quando sarà più grande. Grande come me. No, gande come papà.

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8 pensieri su “Proteggere.”

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