Un maschio mancato.

Quando sono nata io, è successo un episodio piuttosto divertente che i miei genitori mi hanno raccontato spesso.

Nel lontano 1979 si partoriva senza conoscere il sesso dei propri figli, per cui le mamme preparavano il corredino con colori neutri. Prima di me, i miei genitori avevano già una figlia. Io sono arrivata solo 14 mesi dopo la sua nascita. Inutile descrivere la sorpresa mista allo sconforto di mia madre quando ha scoperto di essere nuovamente incinta. E la tv ce l’avevano. Superato quel momento di smarrimento inziale, mamma e papà hanno cominciato a fantasticare sul fatto che, vista l’insistenza e la prepotenza con cui mi ero presentata nelle loro vite, avrei potuto essere il maschio che mio padre desiderava. È risaputo che, dopo il primo figlio, maschio o femmina che sia, si cerchi di creare la cosiddetta coppia.

In un caldissimo giorno di agosto, fuori ad una sala parto, due papà attendevano la nascita del proprio pargoletto. Uno di questi era il mio.

“Lei è il signor Tizio?”.

“Si. Sono io!”.

“Congratulazioni! Lei è papà di un bel maschietto!”.

“Lo sapevo io! Lo dicevo io che sarebbe stato un maschio! Eh!”, disse uno dei due papà all’altro, mentre si stringevano la mano.

Qualche minuto dopo, un’infermiera consegnò il fagottino avvolto in una copertina color panna tra le braccia del suo papá. Quel papà era il mio.

“Sua moglie mi ha detto che la chiamerete Alessandra, come la canzone dei Pooh”.

“A-Alessandra?”, balbettò il papà del fagottino. “Ma come, un’attimo fa mi ha detto che era un maschio ed ora…”.

“Lo so, mi scusi, ma ho confuso lei col signor Caio. Sono nati quasi contemporaneamente…”.

“Ah, capisco, certo…”, disse il mio papà ed andò a stringere la mano al signor Caio, mentre con l’altro braccio teneva stretta sua figlia a sé.

Io sono arrivata cosi, prendendomi gioco di mio padre e capovolgendo le sue aspettative, ponendo così le basi di un rapporto in cui lui ancora si domanda se sotto il mio atteggiamento da maschio mancato ci sia davvero una donna. E c’ha ragione perché me lo domando pure io. E se lo domandano anche le mie amiche. Ed il mio Capo. E mia madre che mi ha sempre chiamata “la masqulon” – “il maschiaccio”, detto in dialetto pugliese.

Credo sia per questo motivo che mio marito mi abbia sempre trattata alla pari. E questo, garantisco, non è sempre un privilegio.

Vado a portare su le balle dell’acqua, và.

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4 pensieri su “Un maschio mancato.”

  1. Be, maschio mancato, non direi proprio,sei una bellissima donna!
    È che nel tuo essere pienamente donna, sai essere tutto.
    Eh, lo so, qui ci sarebbe tanto da discutere, ma prendila così! Portate le casse d’acqua a casa?😊 Un abbraccio!

    Piace a 2 people

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